PROGETTO RE-FREEDOM, PRESENTATO ALLA GIUNTA L’APPARTAMENTO DOMOTICO

Questa mattina, il sindaco di Udine Furio Honsell insieme all’assessore alla salute e all’equità sociale Simona Liguori, l’assessore ai diritti e all’inclusione sociale Antonella Nonino, l’assessore alla pianificazione territoriale Carlo Giacomello, l’assessore regionale Mariagrazia Santoro, il direttore di Friuli Innovazione Fabio Feruglio e Tino Chiandetti del comitato di coordinamento delle associazione disabili di Udine hanno visitato per la prima volta l’appartamento-test domotico di via Colugna, 120 ristrutturato nell’ambito del progetto RE-FREEDOM – REte Funzionale per la Ricerca e spErimentazione di sErvizi innovativi per la DOMiciliarità.

Insieme a loro i ricercatori della Fondazione Rino Snaidero con il responsabile scientifico del progetto, ing. Pietro Felice Fanizza, i quali hanno illustrato ai presenti la ristrutturazione e la dotazione domotica dell’appartamento, dedicato ai disabili motori. Obiettivo infatti del progetto RE-FREEDOM è la promozione di conoscenza e tecnologia per migliorare la qualità della vita in casa per anziani e disabili ritardando – quando non eliminando – l’istituzionalizzazione, ovvero l’ingresso in casa di riposo.

“Conosco troppe persone – ha dichiarato Chiandetti iniziando ufficialmente i commenti successivi alla presentazione a cura di Fanizza – che vivono agli arresti domiciliari senza aver commesso alcun reato. Dobbiamo imparare a costruire le case con requisiti minimi di accessibilità perché diventare disabili riguarda tutti ed è davvero molto semplice”.

Parole che colgono nel segno, anche perché basta osservare la casa di via Colugna per capire che la semplicità è la regola numero uno, come ha sostenuto del resto anche Santoro: “Si può fare molto anche in economia, non servono necessariamente progetti costosi o speciali, basta pensare a monte a come si costruisce, immaginando il divenire e non solo il presente. Detto ciò, questo è un esempio di collaborazione importante tra il mondo della ricerca, anche privata, il sistema dell’innovazioneinnovazione e l’ente  pubblico”.

Concetti sottolineati da Fabio Feruglio, direttore di Friuli Innovazione, che ha ricordato il ruolo “del centro di ricerca e trasferimento tecnologico che fa nascere e sviluppare concretamente progetti come questo di RE-FREEDOM”, mentre Honsell ne ha ripercorso le tappe ricordando le ragioni che, già anni fa, lo videro fermo sostenitore di un modello di fruibilità dell’abitazione da parte di anziani e disabili: “Oggi come sindaco, così come in passato come membro di Fondazione Rino Snaidero e presidente di Friuli Innovazione, verifico il ruolo centrale della casa per tutta la vita dell’individuo, in particolare nella nostra regione. Questo progetto ha anche il merito di aver saputo tenere insieme l’innovazione con la tradizione, aprendo importanti riflessioni su ciò che deve diventare la casa nei prossimi anni”.

Promosso da Comune di Udine, capofila del progetto, da Rino Snaidero Scientific Foundation e da Friuli Innovazione e co-finanziato dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, questo progetto è iniziato a marzo 2011 e ha dato vita a due unità abitative-test, entrambe di proprietà del comune di Udine: la prima si trova in via Mantova ed è stata concepita per persone affette da disabilità sensoriali, la seconda è, per l’appunto, quella di via Colugna ideata per utenti con disabilità motorie.

Dopo la visita di questa mattina, il prossimo passo di questo importante progetto sarà il convegno finale organizzato per il giorno 11 luglio in sala Ajace alle 15.30: in tale occasione, saranno presentate le conclusioni del lavoro di ricerca svolto fino a oggi e una proiezione dei mutamenti sociali, economici e territoriali che potrebbero attivarsi permettendo ad anziani e disabili di vivere nella propria casa, ma perfettamente connessi con l’esterno.

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L’appartamento-test di via Colugna 120

L’immobile – che comprende anche un piccolo giardino – risale alla fine degli anni Settanta, e una volta era utilizzato come casa del custode dell’adiacente scuola primaria.

Gli spazi dell’abitazione sono stati studiati e organizzati per essere vissuti da persone con menomazioni motorie e all’interno sono suddivisi in zona giorno, zona notte e locali di servizio. Anche le apparecchiature e gli arredi sono adeguati alle capacità residue degli utenti e minimizzano la necessità di spostamenti e l’utilizzo di comandi manuali.

Per la ristrutturazione sono stati utilizzati materiali di derivazione naturale che rispondono a specifiche esigenze di ecologicità e traspirabilità. L’automazione dei dispositivi della casa permette a tutti gli utenti di svolgere i compiti quotidiani, mentre un percorso continuo tra interno ed esterno dell’edificio rende accessibili tutti gli spazi della casa come pure varie attività ricreative in giardino e la coltivazione di un piccolo orto.

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 Descrizione dettagliata dell’appartamento-test

L’accessibilità

Tutti i locali sono stati concepiti e organizzati per essere vissuti in totale autonomia da persone obbligate alla sedia a rotelle o con disabilità motorie. Nella zona giorno gli spazi e gli arredi sono stati progettati per permettere la massima accessibilità e la totale possibilità di manovra e azione. Tutto è stato pensato per non essere d’intralcio alla sedia a rotelle: non ci sono ante con cardine orizzontale o verticale né cassetti, sostituite da più funzionali mensole a giorno, sapientemente posizionate a 70 e 40 cm da terra, in modo da essere facilmente accessibili accostandovisi lateralmente con la sedia a rotelle.

Anche il tavolo segue le regole dell’Universal design e presenta uno spazio libero sottostante di 77 cm, senza traversi o gambe centrali che intralcino la sedia su ruote. Nella zona giorno inoltre c’è un’ampia portafinestra che conduce alla loggetta, collegata al giardino da un percorso accessibile.

La cucina è SkyLab di Snaidero, il modello progettato e realizzato ad hoc per garantire l’operatività dalla posizione seduta. Il piano di lavoro ad angolo, ad altezza 80 cm, agevola il passaggio tra le varie zone operative, lavello e piano cottura, solo attraverso una semplice rotazione. Lo spazio sotto il piano di lavoro è completamente libero, per la totale accessibilità e libertà di movimento. A 140 cm da terra una mensola chiude la cucina in altezza e ospita i faretti per l’illuminazione del piano. Non ci sono pensili ma solo colonne ad altezza massima di 140 cm attrezzate con piani estraibili. L’apertura del forno è con porta a libro, mentre il piano è completo di un cestello angolare girevole.

Anche la zona notte è pensata per permettere la totale accessibilità a chi presenta menomazione motoria: la sedia a ruote si può affiancare agevolmente al letto, motorizzato e controllabile attraverso un telecomando, con struttura snodata in tre parti e possibilità di variarne l’altezza; il comodino è su ruote, quindi facilmente spostabile e alto 80 cm, per essere raggiunto quando l’utente è a letto, così come il pulsante tirante per la chiamata di emergenza, posto a fianco del letto. Il guardaroba, con ripiani ad altezza 45 cm e 70 cm, è completo di servetti meccanici installati ad altezza adeguata a chi è in posizione seduta. Un portafinestra completa di tenda oscurante motorizzata che interagisce con il sensore di presenza dà accesso alla loggetta e al giardino sul retro. Inoltre, una parte della zona notte attualmente destinata agli spazi di lavoro dei ricercatori, è dotata di tutte le predisposizioni affinchè in futuro possa essere la seconda camera da letto, con la semplice realizzazione di una parete divisoria e l’installazione delle porte d’accesso alle due camere.

Il bagno è adibito all’utilizzo in autonomia di persone con diversi tipi di disabilità motorie: il lavabo è a 80 cm da terra, lo specchio sopra ad esso è reclinabile. Per facilitare il trasferimento dalla sedia su ruote sono stati installati dei maniglioni a muro, a fianco al wc e al seggiolino reclinabile della doccia, entrambi posizionati ad ad altezza 50 cm. La massima attenzione all’accessibilità è dimostrata anche dalla doccia a filo pavimento e dal sifone del lavabo che è incassato. Infine, l’automazione della porta e della finestra e il sensore di presenza minimizzano la necessità di interazione fisica con i dispositivi.

Il locale tecnico ospita la centrale dell’impianto termico, e tutte le apparecchiature di controllo dell’impianto elettrico-domotico. Lo spazio, nonostante sia separato dal resto dell’abitazione, rispetta i parametri di accessibilità in previsione di un utilizzo diverso da quello attuale, come ad esempio con l’installazione della lavatrice.

 

La domotica

Le abitazioni sono dotate di sistemi che consentono di comunicare in modo innovativo con una rete di erogatori di servizi socio-sanitari e di utilità, impostando nuove relazioni a livello di quartiere e città. Questo accorgimento rappresenta uno dei focus della ricerca e coinvolge attori che hanno un ruolo-chiave nella definizione della qualità della vita dei disabili, degli anziani e dei loro familiari, tra cui servizi sanitari (ospedali, aziende sanitarie, farmacie, ecc.), enti no-profit, associazioni di disabili e di volontariato, professionisti e imprese.