Internet e l’esperienza di gioco multiplayer online

Internet, come i giocatori di una certa longevità sanno, occupa particolarmente lo spazio destinato ai videogiochi appartenenti al genere MMORPG: Massive Multiplayer Online Role Playing Game, giochi di ruolo in cui è possibile trovare numerosi altri partecipanti, non molto dissimili da noi (se non per esperienza) con i quali vivere avventure tramite i giochi, sfociare magari in qualche lite e catturare tesori a man bassa. La componente sociale sembra rivestire comunque un’importanza fondamentale anche quando avviene un’interazione anonima, come quella che spesso si sperimenta nei match online. Dalle prime simulazioni di deathmatch online, per arrivare ai tempi moderni con i browser game per social network, la componente online è diventata un’esperienza di cui non si può fare a meno per ogni gioco che si rispetti, dotato di canoni di interazione multigiocatore e sistemi di messaggistica in tempo reale.

Non è raro trovare, specialmente in alcuni paesi del sol levante, madri delle principali console con cui anche in occidente giochiamo, ragazzi che, una volta riuniti, giocano con console portatili collegati gli uni agli altri, grazie ai titoli di marchio Nintendo o similari, che come è noto sono quelli in grado di offrire maggiore connettività sotto questo punto di vista, poiché appositamente pensati per questa fascia di videogiocatori. In luoghi quali il Giappone sono presenti persino ristoranti e bar in grado di sfoggiare l’architettura di gioco necessaria per favorire questa esperienza multiplayer per così dire ravvicinata, dove gli avversari non sono necessariamente a miglia di distanza da noi, bensì raccolti all’interno di un locale.

L’immagine stereotipata del videogiocatore inetto alla socialità rimane comunque da abbandonare, un buon numero di essi, grazie a ricerche svolte dall’università di Princeton, rimane comunque sociale nella norma, sia tra gli studenti universitari che tra gli adolescenti. Il gaming cooperativo è ormai integrato nella vita di tutti i giorni, e condividere le esperienze ludiche è necessario per fare nuove conoscenze, allargando le proprie prospettive attuali.

L’online gaming è di gran lunga più popolare tra gli studenti ed i giovani di età più avanzata, a discapito degli adolescenti che tendono ancora a preferire principalmente le console. Si tratta infatti di un’attività ormai condivisa ed accettata, con circa l’80% dei ragazzi che si dichiara giocatore abituale, una gran percentuale dei quali inaugura sessioni di sfida online. Non manca chi difende a spada tratta, com’è giusto che sia, questo modo di rapportarsi con gli altri: il 25% circa utilizza questi giochi multiplayer per fare nuove conoscenze.

Di norma il gaming è associato ad una serie di occupazioni in simultanea, quali possono essere l’ascolto di musica o comunque eventi svolti grazie all’ausilio di strumentazioni multimediali. Ciò contribuisce all’incremento del livello del multitasking, rendendo le menti dei giovani più ricettive ed in grado di distribuire compiti con maggiore efficienza, grazie alla tecnologizzazione.

Dal punto di vista sociologico, inoltre, gli studiosi hanno pane per i propri denti nell’analisi di tali abitudini: le comunità online dedite all’uso dei MUD (Multi-User Dungeon) sono state studiate a livello di integrazione di gruppo; filologi e linguisti ne hanno notato le potenzialità espressive ed autoriali, i filosofi un esperimento simulativo eccezionale: tutti elementi che indiscutibilmente scolpiranno la comunicazione del futuro.

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