Il porto di Civitavecchia sperimenta la semplificazione burocratica: sportello unico doganale per ridurre tempi e costi

Uno sportello unico e digitalizzazione dell’intero iter potrebbero generare immenso valore per gli operatori portuali alle prese con i processi doganali

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Il porto di Civitavecchia sperimenta una procedura di semplificazione nel processo di digitalizzazione dei documenti della pubblica amministrazione, con l’avvio della sperimentazione dello Sportello Unico Doganale. Insieme a Ravenna, Civitavecchia è la prima realtà portuale ad attivare l’importante novità che consentirà di superare la frammentazione del processo di sdoganamento delle merci, che può richiedere oltre alla dichiarazione doganale fino a 68 documenti e comportare l’attesa dell’esito dei controlli esercitati da 18 diversi enti. L’obiettivo è quello di giungere ad una completa digitalizzazione del processo di sdoganamento, consentendo alle imprese di ridurre tempi e costi.

In particolare, il traguardo finale, da raggiungere entro il 2014, consiste nell’effettuare per via telematica la richiesta, il controllo e lo scarico della dichiarazione doganale e documenti annessi, digitalizzando l’intero processo di sdoganamento, compresi i segmenti di controllo di cui restano titolari le altre amministrazioni.

Lo scalo civitavecchiese, primo porto del Tirreno dove parte la sperimentazione dello sportello unico doganale, è stato scelto per la crescita che negli ultimi due anni ha avuto nei traffici commerciali e anche perché, le nuove infrastrutture che si stanno realizzando, offriranno ulteriori opportunità per nuovi operatori commerciali, ai quali potranno essere offerti tempi e costi ridotti per lo sdoganamento delle merci.

“A livello europeo – ha spiegato Teresa Alvaro (Agenzia delle Dogane) – l’Italia è considerata il Paese apripista per la messa in opera del sistema a sportello unico per le pratiche doganali e degli operatori commerciali in tutta l’Unione Europea. Attualmente, infatti, non esiste uno sportello unico in nessuno degli Stati membri così come previsto dal codice doganale comunitario e la nostra sperimentazione è un modello per tutta l’UE”.

Lo Sportello Unico Doganale è stato attivato a luglio 2011 con le modalità previste dal decreto attuativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM 242/2010), in attesa del completamento del “dialogo telematico” tra tutte le amministrazioni coinvolte nel processo di sdoganamento che dovrà concludersi entro luglio 2014.

Il DPCM di fatto obbliga le 18 amministrazioni ad integrare i processi di competenza, di cui rimangono titolari, per offrire alle imprese una “interfaccia” unitaria che a regime consentirà:

– la richiesta, il controllo e lo “scarico” delle certificazioni/nulla osta/autorizzazioni per via telematica;

– la “digitalizzazione” dell’intero processo di sdoganamento, compresi i segmenti di controllo di cui sono titolari amministrazioni diverse dall’Agenzia delle Dogane.

Grazie a questo processo si otterrà una riduzione dei tempi e dei costi di sdoganamento, miglioramento della qualità dei controlli e la conseguente riduzione dei costi per le amministrazioni.

Fonte: Bignotizie