Google Car Strategy: l’auto senza guidatore

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Il futuro delle auto e del petrolio. La strategia di Google dei prossimi anni nel settore auto e energia. Come i settori automobilistico, elettrico, petrolifero, assicurativo, trasporti potrebbero essere rivoluzionati nel prossimo futuro.

 L’evoluzione tecnologia degli ultimi decenni e la sua progressiva accelerazione ha  modificato e stravolto, completi settori economici, sostituendo nel giro di pochi anni affermate società leader di mercato indiscusse  fino a quel momento. Tali cambiamenti sono stati sovente circoscritti a specifichi settori economici/produttivi quali quelli avvenuti e/o in corso per la telefonia, la musica, il cinema, la fotografia, la distribuzione del software, l’editoria, le telecomunicazioni, ecc. ma cambiamenti anche ben più radicali arriveranno a breve, in settori che oggi sembra stabili, non toccati dalle attuali rivoluzioni tecnologiche, quali quello automobilistico, energetico, assicurativo e dei trasporti, settori trattati in questa ricerca.

E’ certamente notizia di cronaca che Google abbia in corso alcune sperimentazioni relative ad un sistema di guida automatica di autoveicoli senza pilota; si tratta di un sistema a sensori/radar che  controllano la distanza da veicoli e il perimetro della strada e ne determina velocità e direzione.

Si tratta essenzialmente di tecnologie certamente migliorabili ma in parte gia esistenti, da rendere più affidabili e con un migliore rapporto costo / prestazione , ma sostanzialmente non innovative in assoluto, e gia oggetto di ricerca anche per altri big (es. Continental, Mercedes, Nissan ecc.) e in certa forma anche gia impiegate in altri contesti/situazioni.

Al momento una di queste auto ha un costo elevato ed è abbastanza dubbia una eventuale adozione diffusa come auto di serie, considerato oltre al costo, le limitazioni di utilizzo, i vincoli estetici e soprattutto normativi e di attribuzione della responsabilità civile/penale sotteso ai rischi.
Le ricerche da parte dei produttori automobilistici sono volte a incrementare soprattutto la sicurezza attiva e la guida assistita nei nuovi modelli di fascia alta, ma Google ?

 Parlando di google, e’ stato al momento ipotizzato in vari articoli/analisi che la macchina a guida automatica possa essere proposta a clienti privati, eventualmente a supporto di utenti che non possono guidare. Tenendo presente che il costo e’ stimato sui 150.000 euro, questa opportunità non supporta certo realistica per un adeguato business plan. Analogamente un eventuale impiego per il trasporto di persone, basato su guida automatica, ma con personale a bordo per ragioni di sicurezza e cautela avrebbe un costo nettamente superiore all’attuale servizio dei taxi.

Google e’ una società quotata, con business ad altissima marginalità  (come i margini che trattiene sui servizi on-line quali ad-sense…), opera con politiche di ottimizzazione fiscale già segnalate ben rilevate dalla cronaca… non perderebbe certo tempo per un business plan minore e addirittura perdente … L’idea e’ evidentemente diversa e fortemente rivoluzionaria: stravolgere le logiche di segmenti di business ad oggi protetti e soprattutto relativamente statici, quali quelli auto, assicurativo, energetico e trasporti … di un colpo assieme !!

Il nuovo scenario che si prospetta e’ la trasformazione del trasporto privato, da un sistema basato sulla proprietà del mezzo al mero servizio. Immaginiamo veicoli elettrici, senza pilota, tutti uguali, o comunque in pochissimi modelli a seconda della società che li gestisce, che si muovono silenziosi e senza inquinamento per le strade. Li si chiamerà da applicazioni su cellulare che avvisato in automatico la centrale operativa e ci manderà in breve la nostra vettura. A bordo non ci sara nessuno, e si dirà la destinazione al sistema che  ascolterà e comprenderà (Nuance e altre società di riconoscimento vocale stanno acquisendo mercato e la loro valorizzazione cresce a ritmi di due cifre..). Il viaggio eviterà ingorghi e incidenti, sarà ottimizzato in base al traffico in real time, alle tratte ottimizzate su base oraria e dalle analisi automatici dei dati della flotta.

Il costo sarà nettamente più basso di un taxi, ma soprattutto in breve diventerà adeguato a sorpassare per convenienza e completezza rispetto l’acquisto di un’auto di proprietà; questo avverrà quando il loro utilizzo sara divenuto abbastanza diffuso e permetterà di superare con la stessa efficacia ed economicità anche i limiti del trasporto urbano, dei parcheggi, dei furti, dei costi assicurativi ecc.

 Perché bisognerebbe più sostenere l’elevato costo di acquisto, gestione, tasse, multe, parcheggi, box, revisioni/meccanici, adempimenti, rischi/incidenti ecc. connessi all’auto propria se esistesse un sistema di trasporto ubiquo, più efficace/comodo/veloce a un costo e complessità enormemente inferiori ?

Come si potrà  imporre questo scenario? Come si potranno superare le resistenza che le lobby interessate cercheranno di applicare  in termini legali e normativi ?
Il percorso dovrà avere dei passaggi di gradualità, dati dai vincoli sugli investimenti, dagli adeguamenti normativi e infrastrutturali oltre a necessitare di un percorso che abbia una sua sostenibilità economica progressiva.

 Per tale ragione potrebbe essere utile una prima sperimentazioni in situazioni/impieghi di nicchia,  in seguito per il trasporto di persone sostitutivo dei taxi e infine, il vero obiettivo, la diffusione capillare sostitutiva del sistema di trasporto privato. I protagonisti di questo percorso non saranno certo gli attuali big dei settori economici coinvolti, che anzi con tutta probabilità cercheranno di ostacolarne il percorso.

Difficilmente partirà inoltre  nei paesi piu chiusi dalle rigidità/costruzioni burocratiche, e controllati dalle lobby di interesse; i looser di questo futuro che ci attende sono niente di meno delle società assicurative, delle case automobilistiche, delle società petrolifere, di tutto il settore dei servizi e indotti a questi collegati.   Abbiamo detto niente…  Non immaginiamo però una scena di Minority Report, in cui le navette viaggiano in binari verticali o addirittura fluttuano nell’aria a diversi livelli di altezza .. questo apparterebbe forse ad un futuro molto più remoto ed incerto, perché la realizzazione di una simile infrastruttura non è pensabile abbia l’adeguata convergenza di interessi per essere finanziata.

Il futuro sistema di trasporto di veicoli automatici utilizzerà semplicemente ed in modo diverso le strade / infrastrutture esistenti. La diffusione comincerà in paesi moderni che hanno interesse nel promuovere la sperimentazione a sostegno delle imprese locali (quali la California), e in alcune città principali con obiettivo di viabilità/pubblicitario (es. New York),  e verrà per provato in forma più sostanziale nelle megalopoli, ad alta densità, dove spostarsi per costi e concentrazione ha forte beneficio, deve la legislazione locale può essere più facilmente adattabile e dive soprattutto risulta meno forte l’ostacolo delle lobby politiche/burocratiche costituite.

Perché questo servizio auto e’ rivoluzionario ? e quale sarà  il modello di diffusione che riuscirà a superare le resistenze dei big che ne risultano penalizzati ? Vediamone da prima i vantaggi.

  1. Paesi in via di sviluppo: il sistema di trasporto non richiede l’acquisto di una autovettura personale, ne di una patente, ne assicurazione, ne garage, bollo ecc. non ha alcun costo fisso, sanzioni e onere burocratico/amministrativo per tutto ciò !!

  2. Nei paesi/megalopoli dove difficilmente oggi una persona può permettersi un auto, e rappresenta un problema anche l’acquisto di modelli economici da qualche migliaio di euro, una modalità a servizio a basso costo pienamente sostitutivo sarebbe invece estremamente vantaggiosa, avrebbe veloce successo su scala prevalente.

  3. Inquinamento: grazie all’utilizzo elettrico crescerebbe notevolmente il consenso, si porrebbe come una soluzione al l’inquinamento urbano, indirizzerebbe gli impegno degli obiettivo di Kyoto, risponderebbe ad aspetti a forte sensibilità nei paesi avanzati, ma forse, sarebbe fattore di successo ancora più critico per lo sviluppo delle nuove megalopoli.

  4. Ottimizzazione traffico/trasporto:  tale modalità ottimizzerebbe il numero dei veicoli in spostamento nelle strade ponendosi come soluzione a difficili e ad oggi irrisolti problemi di congestione del traffico e di parcheggi delle auto.

  5. Operatività : coprirebbe un servizio h24, senza limitazioni, ottimale a tutte le ore; in caso di aumento della domanda le vetture senza pilota  possono entrare in servizio a comando in numero maggiore, lasciando le autorimesse di mantenimento su indicazione del sistema centra; le auto elettroniche hanno un costo maggiore dei veicoli a guida umana, ma possono contare su un utilizzo continuo con minimi tempi di fermo

  6. Semplicità di progettazione e economie di scala: sarebbe possibile sviluppare un solo modello di autovettura, con riduzione enorme della complessità e costo di progettazione e realizzazione;

  7. Comunicazione tra auto e auto e tra auto e infrastrutture: le informazioni fornirebbero all’auto la situazione sulla tratta, sul traffico, tutte le informazioni utili al l’ottimizzazione dei percorsi e alla riduzione dei sinistri; ogni auto raccoglie informazioni utili a migliorare il sistema di controllo complessivo.

  8. Il costo dei veicoli automatici, anche se maggiore ha un veloce recupero considerando l’assenza dei costi su personale/autisti, ai minor costi per la gestione della richiesta anch’essa integrata/automatica, ai minor costi assicurativi (negoziabili su larga scala con poche compagnie chiamate ad una fortissima concorrenza tra loro)

  9. Viaggi lunghi: il sistema di trasporti coprirebbe a differenza dei taxi attuali anche in modo efficace ed economico i viaggi lunghi tra città, poiché non richiederebbe il rientro dell’autovettura/autista (interoperabilità tra città)

  10. Ricarica in punti centralizzati, superando le resistenza delle compagnie petrolifere; se una delle difficoltà/resistenza nella diffusione dei veicoli elettrici oggi e’ rappresentata dall’autonomia e dai punti di rifornimento, controllati dalle compagnie petrolifere, il nuovo sistema automatico utilizzerebbe un numero ridotto e centralizzato di punti di rifornimento; le ricariche sarebbero ottimizzare e gestite dal sistema di controllo centrale

  11. Assicurazione: il settore assicurativo oggi ha una elevata complessita nella formulazione e quindi scelta e comparazione delle polize, nei costi dingestione dei furti e delle frodi; il nuovo sistema ne stravolgerebbe le regole, in quando sarebbe basato su un accordo generale con una sola compagnia, quindi con la massima competizione e riduzione del costo sul servizio; i servizio si avvantaggerebbe inoltre di ridotti rischio di furto (perché opera con modelli non commercializzabili e comunque sempre on-line e costantemente controllati per posizione, movimento e telecamere) e di incidenti (grazie alla comunicazione tra macchine, ai sensori, riprese e rilevazione di ogni aspetto di un eventuale sinistro, alle informazioni dal sistema centrale e alla sicurezza attiva)

Alcuni elementi a sostegno di questo percorso strategico da parte di Google sono già abbastanza chiari:

  • Focalizzazione della società su pochi progetti strategicamente coerenti e controllati nel centro progetti speciali da uno dei due  fondatori (e sospensione del 20% tempo sui progetti liberi, che per altro rappresentava proprio una delle idee base della filosofia Google)

  • Acquisizione dell’applicazione/società Waze, per una cifra da 1 miliardo di dollari, per una società dai ricavi ad oggi pressoché nulli.. Waze e’ un social network internazionale a media diffusione di guidatori, con cui avere le informazioni su incidenti, blocchi stradali, tratte preferite ecc)

  • Investimento in Uber, come sistema diffuso di prenotazione taxi; in questo caso Google ha fatto un massiccio investimento da 250 Ml, non una acquisizione;

  • In questo caso riteniamo che Google abbia interesse nell’acceerare l’introduzione del sistema di prenotazione e affrontarne / sostenerne le necessarie modifiche di regolamentazione negli stati che già questo comporta, ma che lascerà l’interoperabilità del futuro servizio di prenotazione libera anche ad altri soggetti.

  • Ricerche su produzione energia, non solamente o specificatamente come da taluni ipotizzato per i propri data center, ma anche come possibilità/ valutazione di modalità di alimentazione dei veicoli della flotta)

I settori economici che sarebbbero colpito da questa strategia hanno importanti caratteristiche.
– sono stabili da tempo
– sono mercati molto grandi
– da tempo sono presidiati nel loro business da società interessate alla sostanziale conservazione dello status quo

Purtroppo non sara cosi, questi settori e le loro caratteristiche li rendono target di una possibile strategia di attacco esterno !! Il cambiamento non avverrà per definizione dall’interno, da nessuno degli operatori attuali , ma necessariamente da un operatore esterno nuovo, oggi non operante negli stessi.

Settore automobilistico:
Certamente un settore molto statico negli ultimi anni che ha lavorato su design e ottimizzazione tecnologica, mantenendo invariato in linea di massima il proprio modello; e’ un settore saturo in cui la domanda non cresce come richiesto e le aggregazioni tra operatori e politiche di dumping sono gli strumenti usati nel confronto tra attori presenti; e’ un settore che non ha saputo innovarsi in forma adeguata nelle tecnologie dell’informazione, nemmeno in termini di partnership. Ad aggravare la situazione va sommato il sistema politico che ha visto l’auto come forma di introito statale, applicando tasse, multe, oneri di regolamentazione in numerose e crescenti modalità.

Il nuovo sistema di trasporti non richiede una varietà di modelli di autoveicoli, ne sarà sufficiente uno solo (con sue release migliorative), razionalizza enormemente la progettazione e la produzione, rivoluzionandone l’intera impostazione come oggi concepita. Gli utenti saranno sgravati da ogni costo fisso e ogni ulteriore onere burocratico e impositivo, per altri sempre meno sostenibile tanto nelle economie dei paesi in via di sviluppo tanto in quelli più progrediti ma in fase di trasformazione.

Man mano che il servizio si diffonderà molti utenti riterranno progressivamente inutile e antieconomico dotarsi di una propria auto personale incrementando la pervasività del nuovo modello.

 Settore assicurativo:
L’attuale costo grava significativamente sull’onere complessivo dell’attuale sistema di trasporto con auto; e’ oggetto di frodi, deve rispondere a costi elevati per interventi di riparazione e manutenzione su modelli di auto molto diversificate, sempre piu complesse e non progettate per una agevole riparazione (anzi, molte case/modelli basano il loro business case sui ricambi, progettando l’auto in modo da aumentare i costi di sostituzione delle componentistiche nei sinistri e nell’uso).
Il settore si è’ organizzato aumentando a sua volta la complessità burocratica e di regolamentazione, per confondere l’utente, ridurre i premi corrisposti e ridurre la possibilità di comparazione e quindi la competizione tra i soggetti. Il nuovo modello si relazionerebbe invece con una o poche compagnie, a cui imporre condizioni molto più trasparenti e competitive da un lato e dall’altro con una richiesta più razionale ed economica (modelli auto progettati per minimizzare i costi i riparazione e gestione, i costi di furti, le frodi ed gli incidenti…)

Settore energetico/petrolio:
Lo sviluppo delle auto elettriche riscontra limiti di autonomia, maggior costo e minori prestazioni rispetto a quelle a carburante; un limite ulteriore alla loro adozione e’ rappresentato dalla ridottissima presenza dei punti di ricarica (gli attuali distributori non hanno interesse a dotarsi delle stazioni di ricarica, oltre ad essere controllate da società petrolifere), ricarica che richiedere per altro un tempo eccessivamente lungo rispetto a quanto accettabile/richiesto da un rifornimento tradizionale di carburante.
Ben diverso sarebbe la possibilità di utilizzo di veicoli elettrici la cui ricarica sarebbe gestita centralmente, in punti centralizzati secondo le indicazioni del sistema di controllo centrale. Anche l’aspetto del costo verrebbe fortemente ridimensionato sulla base del loro utilizzo più intensivo, cosi come il problema dei tempi di ricarica. Resterebbe invece il forte vantaggio dato dal l’assenza del l’inquinamento /  scarichi, e quindi il forte valore e consenso sociale che sosterrebbe questa trasformazione.

Settore trasporti privato:
L’intero settore del trasporto privato e della sua industria vedrebbe progressivamente modificato il proprio ruolo; pneumatici, meccanici, concessionarie, taxi … Il cui principale vantaggio e’ dato dalla presenza territoriale, a servizio della clientela privata, sarebbero completamente stravolti, a favore di poche grandi società di servizi,  con forte sinergia / partnership con i pochi operatori del nuovo sistema di trasporto automatico.
Gli operatori in grado di proporsi e promuovere attivamente questa forma di offerta devono necessariamente essere società internazionali a forte contenuto tecnologico, con collaudate capability in servizi cloud, gestione della sicurezza, con la  capacita/tecnologie di analisi dei big data, gestione mappe/geolocalizzazione, riconoscimento vocale ecc. Tutti elementi indispensabili e da ben presidiare per la costruzione di un servizio competitivo.

Devono avere una forte capacità di investimento in quanto la flotta, anche se produttiva da subito comporta un consistente anticipo di capitale che deve essere possibilmente veloce per acquisire quote di mercato e poter operare con efficienza anche negli orari di maggiore richiesta.
Da un punto di vista tecnologico questo scenario potrebbe essere pienamente abilitato in meno di due anni.
Gli elementi di resistenza degli ecosistemi economici attuali possono al solito contare su un livello di tipo legale/normativo, quali essenzialmente le licenze di esercizio (nei casi di mercati ad accesso limitato/protetto) quali quello italiano e di responsabilità in caso di sinistro.

Personalmente ritengo che il servizio abbia per tali motivazioni ben diversa, più semplice ed interessante possibilità in altre aree/legislazioni e solo successivamente, a fronte di pressione mediatica ed evidenza degli ostacoli artificiosi introdotti, la diffusione avverrà anche nelle nazioni a maggior controllo delle lobby coinvolte.
L’Italia certamente sarà tra queste, aspetto che potrebbe metterla tuttavia nella condizione di subire impreparata e senza ruolo questa rivoluzione, con una penalizzazione dei propri settori economici.

La presente esposizione ha solo un obiettivo di sintesi della ricerca complessiva; quanti interessati all’argomento possono contattare il suo autore. La sintesi esposta non svolge le possibili mosse strategiche di ognuno dei settori trattati, oggetto dello studio complessivo e che saranno  proposti per quanti interessati sulle successive trattazioni di prossima pubblicazione.

NOTA Copyright:  la ricerca e’ di proprietà del gruppo studi strategici  ABCtribe.com. Questi contenuti possono essere liberamente diffusi, citati e rielaborati da quanti interessati esclusivamente nel rispetto della fonte e dell’autore: se ne richiede obbligatoriamente link all’articolo  originario (http://ABCtribe.com//attualità/google_car_strategy_la_strategia_di_google_dei_prossimi/_art_3933) e riferimento al suo autore.

Livio Pomi  – 1 settembre 2013