Correggere la miopia senza uso di lenti ed operazioni?

Come ogni altro organo del nostro corpo anche l’occhio può essere “allenato” per svolgere al meglio la sua funzione. Questa rieducazione visiva comprende una serie di procedure di apprendimento finalizzate al miglioramento delle varie abilità e capacità visive.

Il percorso rieducativo viene svolto con una serie di cicli settimanali da svolgere presso centri specializzati, della durata di un’ora circa, durante i quali viene insegnato al paziente ad ottenere il controllo volontario della propria funzione visiva utilizzando la tecnica del biofeedback. Lo stimolo visivo viene associato ad uno stimolo acustico attraverso una particolare macchine cha reagisce ai diversi parametri visivi. Questa macchina è associata ad un computer in grado di valutare il corretto uso delle funzioni visive da parte del paziente emettendo un segnale acustico di varia frequenza tanto più acuto quanto corretto è l’uso di queste funzioni. Attraverso questi stimoli uditivi il paziente si accorge di riuscire a controllare in modo volontario le sue capacità visive. Alle sedute svolte presso i centri specializzati vengono affiancati dei brevi esercizi specifici da eseguire in autonomia a casa della durata di 5-10 minuti. Lo scopo delle esercitazioni è quello di riuscire a far emettere il suono nella sua frequenza più alta cosa che corrispondo ad un uso corretto delle capacità visive, fino a che il paziente diventando consapevole del nuovo modo di guardare e non necessità più dell’ausilio della macchina e può esercitare quanto appresso in maniera automatica.

Con queste tecniche si sono riscontrate recuperi fino a 1 e 2 diottrie, accanto alla completa scomparsa di tutti i disagi visivi procurati dall’errato utilizzo del sistema visivo. 

La tecnica descritta è stata adottata con successo in tutte quelle attività che richiedono una eccellente capacità  visiva, quali piloti di aereo o professionisti dello sport ma può essere adottata da chiunque sia effetto da miopia e da altre patologie visive (buoni risultati si sono attenuti anche con miopie associate all’astigmatismo e nei casi di  ipermetropia).

Per essere efficace la tecnica richiede però notevole costanza ed impegno da parte del paziente.