Workshop di Pet Therapy domenica 15 aprile a Torino


“Pet Therapy”, temine coniato negli anni Cinquanta dallo psichiatra Boris Levinson, fa riferimento al valore terapeutico in ambito medico e psicologico del rapporto tra uomo e animale.

L’efficacia a livello curativo della relazione con l’animale risale fin dall’antichità, ma scopre oggi un rinnovato approccio alle discipline mediche, soprattutto in campo psicologico e riabilitativo, grazie alla Pet Therapy.

In particolare, la Pet Therapy viene utilizzata con i bambini anche a scopo didattico per agevolare i processi cognitivi e di apprendimento, soprattutto nei casi in cui è presente un ritardo psicomotorio o del linguaggio; con gli anziani assistiti in modo da sviluppare il contatto fisico e la voglia di porsi in relazione con l’ambiente; con alcune categorie di disabili e di psicotici per ristabilire un equilibrio tra la sfera del sé è l’altro da sé.

Il contatto con l’animale infatti stimola proprio quei bisogni “animali” dell’uomo e ne garantisce una risposta immediata e positiva, contribuendo a migliorare la qualità della vita della persona con disagio fisico o mentale:  il bisogno di affezione, il bisogno di cura, il bisogno del contatto fisico, l’emotività e persino una sorta di legame empatico tra sé e l’altro.

La Pet Therapy è dunque una metodologia impiegata per migliorare il comportamento sociale dell’individuo partendo da fattori positivi quali il gioco e l’affettività, la comunicazione non verbale, la curiosità, le dimostrazioni affettive.

È stato osservato che le gestualità prodotte durante il contatto con l’animale, accarezzarlo, prenderlo in braccio, avvicinarselo al viso, alleviano il dolore dovuto alla non accettazione della condizione di disagio subita dal malato, soprattutto nel caso di bambini,  coadiuvano la regolarizzazione del sistema cardio respiratorio, ammortizzano la percezione di ansia e stress favorendo sensazioni di rilassamento, gioia, nonché una sana presa di coscienza della propria corporeità.

Quasi tutti gli animali domestici possono entrare all’interno dei programmi di Pet Therapy, gatti, mucche, cavalli, asini, capre e conigli, ma il cane ha una corsia di preferenza data dal suo secolare rapporto di collaborazione con l’essere umano. Inoltre, le caratteristiche fisiche del cane si prestano maggiormente alle attività di Pet Therapy a differenza di altri animali come il delfino che, se pur contribuisce in modo efficacissimo al benessere psicofisico dell’individuo, presenta dei problemi di ordine logistico per cui il programma terapeutico è praticabile esclusivamente in strutture attrezzate per la delfino-terapia.

Roberto Marchesini, direttore della Scuola di Interazione Uomo-Animale (SIUA), addestratore di cani ed istruttore cinofilo, sarà presenta a Torino domenica 15 aprile 2012 in occasione di una giornata interamente dedicata alla Pet Therapy, in cui verranno approfondite le tematiche inerenti le Terapie Assistite dagli Animali e le attività volte al recupero della condizione di benessere attraverso la relazione positiva tra uomo e animale.

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