Un impegno concreto per il porto di Civitavecchia. Mario Monti incontra Pasqualino Monti


Il candidato premier Mario Monti ha rimarcato l’importanza degli investimenti promossi dal presidente dell’AP di Civitavecchia Pasqualino Monti, un piano che dovrebbe essere applicato su scala nazionale

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Monti incontra Monti. Si tratta di un vertice che si è tenuto lunedì scorso tra il presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia Pasqualino Monti e l’ex presidente del Consiglio Mario Monti. Un incontro nell’interporto di Orte dove sono stati presenti anche i rappresentanti della società e dei lavoratori. «La struttura – ha detto il candidato premier – contribuisce certamente alla crescita del territorio ma anche a quella di tutta l’economia italiana. Può rendere molto più funzionale il sistema dei trasporti e della logistica». 

Su un altro fronte la giornata è servita al senatore per sottolineare l’impegno al completamento dell’autostrada Civitavecchia-Orte, «una priorità – ha detto – per il porto di Civitavecchia e per il centro Italia, una necessità che il territorio merita di vedere realizzata e che il mercato richiede». Il prossimo passo sarà la sottoscrizione di un protocollo d’intesa.

Siamo in tempi di campagna elettorale e l’incontro ha un valore relativo. Comunque sia, la giornata è stata utile per far ricordare all’Autorità Portuale di Civitavecchia di essersi impegnata a finanziare con due milioni di euro, insieme all’Anas che ne investirà 400mila, la progettazione definitiva ed esecutiva dei 18 chilometri mancanti tra Monte Romano a Civitavecchia. E’ stata anche lanciata una call europea per ottenere il co-finanziamento parziale. Come ha sottolineato Pasqualino Monti, questo protocollo servirà a «definire in tempi brevi l’apporto che ciascuno potrà offrire per la copertura dei 240 milioni di euro che saranno necessari per ultimare la Trasversale, con notevole risparmio rispetto ai 780 milioni preventivati con il precedente progetto».

Ma non c’è dubbio che dal punto di vista di Civitavecchia la giornata è stata ricca, confermando le sue ambizioni che partono da lontano e la porteranno, almeno sulla carta, a investire centinaia di milioni di euro in nuove infrastrutture, aprendo il porto verso nuovi settori di traffico, alcuni impegnativi come i container. In cosa consistono? Vediamo.

La società Compagnia Porto di Civitavecchia (ex Italpetroli e ora del gruppo Gavio insieme ad Enel e Unicredit) sta realizzando un investimento da 170 milioni di euro per la ‘Darsena Energetico Grandi Masse’, un polo di bunkeraggio con diga foranea, banchina multipurpose e 80mila metri quadri di piazzale disponibile. L’inizio dei lavori è previsto per il 2015. 

Verrà liberata la banchina 25 dai traffici crocieristici per trasformarla in terminal container con sei nuove gru. Per quest’anno si punta a movimentare 300mila teu, per arrivare a ben 700mila in qualche anno (nel 2011 sono stati 16mila). 

Per il 2015 è previsto il completamento della darsena traghetti. Costo: 193 milioni di euro (previsti nella Legge Obiettivo e finanziato dal Cipe e dall’Autorità portuale) per avere sei attracchi per cruise ferry ro-ro, due per navi da crociera e uno per i terminalisti. I primi due moli (27-28) saranno pronti già a giugno 2013.

11 milioni riguarderanno la riqualificazione del porto storico. 35 milioni sono previsti per la realizzazione di un museo marino e oceanario. Infine, a chiudere questa lista molto ambiziosa, altri 35 milioni di euro saranno investiti per realizzare un grande “terminal diffuso” in grado di movimentare fino a 36mila passeggeri contemporaneamente. La società concessionaria Rct realizzerà, per questo, una serie di terminal per servire fino a sei mega navi.

«Il porto di Civitavecchia è un esempio positivo per il Paese, in termini di sviluppo e di crescita infrastrutturale – ha concluso Mario Monti – che deve essere sostenuto con la realizzazione dei collegamenti mancanti». «Già da domani – ha replicato Pasqualino Monti – contatterò il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà con il quale sarà definito il contenuto del protocollo d’intesa, che sarà determinante per accorciare i tempi di progettazione dell’opera e per poi stabilirne la forma di realizzazione e gestione».

Fonte: Informazioni Marittime

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