Spray al peperoncino: continua la vendita illegale in Italia e in Europa


Il fenomeno della vendita di spray peperoncino illegali continua, purtroppo, a rappresentare una seria minaccia non solo per la salute del consumatore finale, che molto spesso è inconsapevole della pericolosità dell’oggetto acquistato, ma anche per chi, come Sprayantiaggressione.it, propone sul mercato solo prodotti di qualità e conformi ai requisiti tecnici previsti dalle normative vigenti.

La cronaca dei giorni nostri continua a mettere in primo piano questo fenomeno criminoso, perpetrato all’interno dei nostri confini così come all’estero, soprattutto laddove non esiste una legislazione ben definita a riguardo.

Prendiamo alcuni fatti di cronaca a testimonianza di quanto denunciato in questo articolo, e partiamo proprio da una nostra città, Milano, dove la Polmetro ha scoperto alcuni mesi fa un vero e proprio emporio di bombolette OC illegali, oltre a una serie di taser trasformati in torce. La scoperta, avvenuta casualmente per sedare una rissa, ha portato al sequestro immediato di 44 spray non conformi alla legge, e 50 taser-torcia. L’aspetto curioso, è che il negozio figurava come un Phonecenter gestito da un cinese (ora indagato per commercio illegale) e dunque assolutamente insospettabile (fonte: milanotoday.it).

Una altro fatto che vi andiamo a raccontare, è invece di alcuni giorni fa ma questa volta al di fuori del nostro territorio nazionale, esattamente in Grecia, dove la polizia doganale ha arrestato due giovani della Repubblica di San Marino con l’accusa di contrabbando di circa 150 spray illegali, la cui destinazione rimane ancora molto dubbia. La merce sequestrata sarebbe stata acquistata in Turchia, un Paese dove la vendita di questo prodotto è libera e quindi non adeguatamente controllata (fonte: RTv San Marino).

Quanto raccontato dimostra come il rischio di affidarsi a venditori non autorizzati e di indubbia attendibilità possa realmente portare con sé conseguenze pesanti in termini di salute pubblica e di responsabilità all’interno della società civile, perché la detenzione di uno spray antiaggressione non conforme al D.M. 103/2011 è paragonabile a quella di un’arma illegale, configurandosi come un vero e proprio reato di natura penale.

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