Piattaforme piattaforme aeree elettriche

Le piattaforme piattaforme aeree elettriche possiamo distinguerle in varie categorie.
Le piattaforme articolate telescopiche sono le più grandi piattaforme aeree di lavoro capaci di raggiungere altezze di lavoro straordinarie grazie ai loro bracci articolati e telescopici.
Esistono svariati modelli dal più piccolo che raggiunge un’altezza di 15 metri fino alle più imponenti che superano i 40 metri di altezza. Alcuni modelli tra i più sofisticati sono capaci di possedere 5 centraline di controllo, ulteriori sicurezze speciali e assali estendibili che aumentano la capacità e la stabilità della macchina.

I carrelli telescopici o chiamati erroneamente “muletti diesel” sono mezzi edili impiegati spesso per la movimentazione e sollevamento di carichi mediante forche regolabili; a differenza di un comune muletto le cui forche si muovono unicamente in senso verticale, il carrello è costituito da un braccio telescopico che si muove in modo angolare, manovrabile dalla cabina, estendibile idraulicamente fino a lunghezze che variano a seconda dei modelli. L’uso degli stabilizzatori aumenta la stabilità e la portata massima di carico della macchina durante le operazioni di sollevamento; per avere un controllo sul carico un computer di bordo riconosce automaticamente se si opera su gomme o su stabilizzatori.

Le piattaforme auto-carrate sono furgoni diesel targati che possono circolare per le vie urbane e che montano nel retro-treno uno o più bracci idraulici ed estendibili come una qualsiasi piattaforma; risulta più comodo per un operatore scegliere questo tipo di mezzo in quanto può spostarsi senza l’ausilio di un camion per il trasporto; le auto-carrate sono progettate per lavorare esclusivamente su stabilizzatori piazzati ed alcuni modelli di enormi dimensioni possono raggiungere altezze di lavoro superiori ai 50 metri. Tutti i movimenti della macchina vengono assicurati dall’energia idraulica fornita da una pompa a ingranaggi azionata da un motore elettrico o Diesel a seconda dei modelli sopraelencati. I pistoni idraulici (martinetti) che permettono il sollevamento della macchina e il resto dei movimenti vengono comandati da un distributore, controllato a sua volta da una centralina che provvede alla progressività del movimento. Il segnale elettrico prodotto dall’azione di un pulsante manovrato viene letto dalla centralina che a sua volta in uscita manda un segnale direttamente a un’elettrovalvola che propone il movimento desiderato.