Ostuni


Non è Cadice, neppure Messico e neppure Casablanca, la città del mondo è Ostuni.
Non è uno slogan pubblicitario, ma una delle  tante citazioni tratte dalle frasi celebri, dedicate alla citta dai numerosi illustri visitatori.
Per chi percorre la via che scorre lungo questo tratto medioevale della costa adriatica, Ostuni, nel cuore della Puglia appare quasi una sorta di miraggio di luce e di calce, un sogno etereo al cui fascino è difficile sottrarsi.
E’ questo il primo colpo d’occhio che la città offre di sè per poi svelarsi, a poco a poco, in uno straordinario calendoscopio di meraviglie.
Dalla Piazza principale, mosaico architettonico, di stili, dominata dalal faccaita di un antico convento francescano, oggi sede del Municipio, e dal barocco obelisco del protettore Sant’ Oronzo, si accede, attraverso un’erta salita, al centro sorico, esempio inimitabile di architettura popolare tra i piu suggestivi che in terra di Puglia sia dato da ammirare.
Torri bastionate, labirinto di vicoli, scale e scalinate, archi portali,altane di rossi gerani evocano il clima delal casbah.
Sulla sommita del colle, in una silenziosa piazzetta, prospettano la superba facciata tardo gotica della Cattedrale, il palazzo del seminario e quello vescovile, sulle cui pareti una meridiana ritma con l’ombra del suoi gnomone il fluire dle giorno in questo spazio dove il tempo sembra fermato.
Nume tutelare dell’antico Borgo è al calce che le donne del quartiere spargono con cadenza fissa e con pennellate quasi ossessive.
Una città da visitare passo passo, al di fuori di ogni stereotipa guida turistica, per scoprire angoli suggestivi, segni di echi di storia plurisecolare, per ammirare i capolavori dell’arte di provincia.
Palazzi ora severi ora sontuosi, a volte semplici case palazzinate ingentiliti da preziosi portali e sommontate da misteriose maschere apotropaiche che punteggiano l’antico borgo ed i quartieri ottocentechi, irrompendo con il caldo ocra della pietra il bianco accecante dell’abitato.
Antico borgo agricolo, Ostuni è una moderna ed industriosa cittadina dove la cultura urbana ha stemperato i segni della civilta contadina senza tuttavia coancelalre i valori.
La citta vive da sempre nell’abbraccio di questasua campagna che dalle balze dele Murge si affaccia alla Valle d’Itria , offrendo al visitatore un’imboscata di emozioni straordinarie.
E’ propio il mare e la doppia anima delal città, quell’ orrizonte di cobalto che occhieggia in lontananza tra l’argentea selva di ulivi ed i cui effluvi salmastri nelle girornate di maestale raggiugono il candido colle.

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