L’olio d’oliva nel Sud Italia fra tradizione ed economia

Nel corso del Secondo Dopoguerra, una serie di studiosi dell’alimentazione si avvicinò alle tradizioni gastronomiche dei Paesi a ridosso dell’area mediterranea. Ad attirare le curiosità dei nutrizionisti di tutto il mondo, e in particolare dello statunitense Ancel Keys, fu la constatazione che la gente di quelle zone mostrava un’aspettativa di vita superiore alla media e, in particolare, una minore predisposizione a malattie metaboliche e cardiovascolari. Dopo una serie di studi e analisi sul campo, fu accertata una correlazione diretta tra lo stato di salute delle popolazioni mediterranee e il tipo di alimentazione.

La dieta mediterranea

L’alimentazione tipica dei popoli del Sud Italia, della Grecia e della Spagna, in particolare, fu oggetto di studi organici che dimostrarono come l’uso di prodotti di origine vegetale, verdure, frutta, legumi, cereali e il consumo sistemico di olio extravergine d’oliva abbinato al consumo saltuario di prodotti di origine animale si rivelarono benefici per l’organismo. Il modello nutrizionale del posto, definito dal Ancel Keys ‘dieta mediterranea’ garantiva un maggior benessere della cittadinanza e indicato come virtuoso.

Nei decenni successivi, la dieta mediterranea divenne strutturale e descritta secondo un approccio scientifico volto a dare programmaticità al sistema di alimentazione di quei Paesi. I benefici apportati da una dieta basata su produzioni agricole, gestite secondo modalità non industriali, furono inquadrati all’interno di un sistema fattuale e, nel 2010, è stato anche riconosciuto da parte dell’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

L’olio extravergine d’oliva

L’olio d’oliva, nella sua qualità extravergine, è il simbolo più efficace del patrimonio gastronomico di Paesi quali Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, Cipro, Croazia e Marocco. Il consumo regolare di extra vergine ha effetti diretti sull’attività cardiocircolatoria e su quella digestiva, favorisce la circolazione sanguigna e l’elasticità delle cellule, abbattendo il rischio di infarti e ictus; svolge una funzione antitumorale e previene alzheimer, depressione, osteoporosi e arteriosclerosi.

L’olio extravergine di oliva pugliese è la produzione italiana più diffusa al mondo, seguito dai prodotti olivicoli toscani, siciliani e calabresi. L’Italia è il secondo Paese al mondo dopo la Spagna per volumi di produzione ed esportazioni e il primo per consumo pro capite di olio d’oliva. L’olio d’oliva, in Italia, rappresenta una risorsa cruciale dal punto di vista economico e culturale ed è un simbolo identitario che incarna lo spirito contadino delle regioni del Mezzogiorno, da sempre culla dell’eccellente dieta mediterranea.