L’internet delle cose influenzerà il nostro futuro


Oggi il 50% delle connessioni a Internet sono generate da “oggetti”. Molto probabilmente nel 2016 saranno 30 miliardi gli oggetti collegati in permanenza al web, 200 miliardi saltuariamente.

Internet è la strada che veicola i dialoghi tra gli oggetti, tra gli uomini, tra gli uomini e le macchine. L’interconnessione fra oggetti, persone e sistemi informativi ci è noto con la denominazione di Internet delle cose.
L’Internet delle cose, cioè l’integrazione in rete fra mondo digitale e reale fa ormai parte da tempo della nostra vita quotidiana: con i nostri smartphone ci informiamo in tempo reale sul ritardo del nostro treno o anche con un semplice clic del mouse possiamo seguire le nostre spedizioni postali.

La Smart City è un insieme di ecosistemi fondati sulle relazioni tra uomini e macchine grazie alla diffusione dell’Internet delle cose.
La Smart City è un luogo di forte interrelazione tra il reale e l’immateriale: implica che l’essere umano deve avere la piena padronanza di tutti i dialoghi prodotti dalle interrelazioni tra gli uomini e gli oggetti. Ad oggi pare che l’essere umano debba ancora maturare la piena consapevolezza di tutte le potenzialità contenute nell’Internet delle cose.
L’ Internet delle cose creerà un nuovo modo, più intelligente, in cui sensori e chip contenenti antenne di comunicazione radio trasformeranno oggetti inerti in oggetti intelligenti, con una doppia funzione: monitorare quello che avviene e riportarlo a un server lontano.

La crescente integrazione dell’ Internet delle cose non riguarda soltanto il nostro quotidiano: le tecnologie informatiche sono destinate a cambiare permanentemente anche il mondo dell’industria.

I primi segnali di questo cambiamento sono visibili già oggi, ad esempio nella sempre maggiore automazione dei processi di produzione.
Grazie all’ Internet delle cose nella fabbrica del futuro, a comunicare non saranno soltanto i prodotti, ma anche le macchine, che provvederanno anche ad autosorvegliarsi: esse, infatti, rileveranno autonomamente la presenza di un problema e decideranno, con calcoli propri, la necessità di una manutenzione.

Attualmente, si tratta innanzitutto di creare i presupposti tecnico-informativi per la futura Industria: a tale scopo, gli esperti stanno valutando varie metodologie per rendere “intelligenti” i prodotti attraverso l’ Internet delle cose.
Un aspetto ancora da definire sono gli standard software da adottare per i CPPS. L’acronimo “CPPS” identifica un contesto di produzione in cui macchine, sistemi di magazzinaggio e apparecchiature intelligenti si scambiano informazioni ed eseguono azioni autonomamente.
La comunicazione fra macchine e prodotti richiede protocolli di comunicazione integralmente nuovi: i protocolli dovranno essere in grado di scrivere i dati delle macchine in modo leggibile alle macchine stesse, per consentire ad altri macchinari e ad altri sistemi di agire in base a tali informazioni.
Soltanto con l’ Internet delle cose e simili tecnologie semantiche si potrà garantire l’interoperabilità dei singoli sistemi.

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