Lignano sabbiadoro:duplice omicidio coinvolti forse una banda di slavi (albanesi)


LIGNANO. «Un tentativo di rapina poi degenerato. E’ questo il quadro che sembra emergere dall’analisi di tutti gli elementi che abbiamo raccolto». Con queste poche parole Giampietro Lago, comandante del Ris di Parma fa capire che le indagini sul massacro di Lignano hanno preso una direzione precisa. Ciò non significa, naturalmente, che siano state escluse altre ipotesi che della rapina potrebbero rappresentare l’antefatto. Insomma, tutti gli scenari rimangono possibili. E si cerca ancora di capire perchè Rosetta Sostero, 65 anni e Paolo Burgato, 67 anni, stimati e benvoluti nella cittadina balneare, siano morti in un modo così terribile.

Il comandante del Ris. Il numero uno del Reparto investigazioni scientifiche non dice di più. E spiega anche il perchè: «C’è un momento in cui bisogna tutelare un bene superiore. Ora la priorità è trovare i colpevoli. Quindi non possiamo divulgare nulla di specifico sul nostro lavoro. E, tra l’altro, ai colleghi di Udine non abbiamo ancora inviato alcuna comunicazione ufficiale. Ecco perchè non confermo quanto ha riportato un’agenzia di stampa (l’agenzia Ansa lunedì ha parlato dell’individuazione nella villa di due profili genetici, di un uomo e di una donna) sull’analisi di determinati reperti».

Si cercano altri tesoretti. Prima i carabinieri, mentre cercavano di comprendere quale fosse l’obiettivo dei malviventi che nella notte tra il 18 e il 19 agosto hanno fatto irruzione dell’abitazione di via Annia, hanno trovato circa 40mila euro nascosti dietro un battiscopa nel reparto notte. Subito dopo sono saltati fuori altri contanti: circa 60 milioni di vecchie lire (tutti in banconote da centomila lire che ormai non hanno più alcun valore) nascosti in un’intercapedine della mansarda. Altro denaro, circa 40mila euro, era nascosto nel negozio di casalinghi della coppia, in via Udine. I tre ritrovamenti ora impongono agli inquirenti di verificare se esistono altri tesoretti e, a questo scopo, sarà effettuato un altro accurato sopralluogo nella villa.

Sequestro a Ravascletto. Intanto, è stato anche disposto il sequestro dell’abitazione che i coniugi Burgato avevano a Ravascletto. Si tratta, secondo quanto risulta ai carabinieri, di una casa-vacanze che la famiglia aveva acquistato nel 2009 da Rino, il fratello di Rosetta che è titolare di una nota azienda di costruzioni.

Circo al setaccio. Sempre nella giornata di ieri i carabinieri si sono recati a Bergamo perchè è lì che ora si trovano alcune delle formazioni circensi che hanno levato le tende da Lignano proprio il giorno in cui sono stati scoperti i cadaveri dei due poveri coniugi. L’unico problema è che i diversi artisti non sempre si spostano di città in città tutti insieme. Quindi è possibile che non tutti coloro che si trovavano nella località balneare si siano poi trasferiti in Lombardia.

killer dai piedi piccoli. Come riferito nei giorni scorsi, sul luogo del delitto i carabinieri hanno individuato due impronte di scarpa particolarmente piccole, il che fa pensare che si tratti di persone non molto alte.

Impronte latenti. Nella villa saranno effettuati ulteriori rilievi per individuare eventuali tracce latenti. Gli esperti dei carabinieri utilizzeranno un particolare composto chimico e tecniche di ricerca simili a quelle utilizzate nel 2008 a Manzano per il delitto Tulissi.

Persone controllate. Sono diverse le persone di cui è già stata valutata la posizione in relazione al duplice omicidio di Lignano. Tra queste una coppia di stranieri, un gruppo di napoletani in cui c’era anche un albanese e anche un senzatetto che vive a Rieti e che è stato fermato da una pattuglia perchè, suo malgrado, assomiglia all’uomo (alcuni mass-media lo hanno descritto corpulento, calvo, tatuato e con un paio di pantaloni mimetici) che sarebbe stato visto nei pressi di villa Burgato, accanto a un furgone verde, la notte dell’assalto. Da ambienti investigativi, tuttavia, si è appreso che se davvero un testimone ha parlato di un individuo che si stava lavando le mani accanto a un furgone, la descrizione dell’uomo, invece, non corrisponde a quella riportata da alcuni tg e giornali.

 

 

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