L’alimentazione: occhio a ciò che mangi


Alimentarsi è uno dei bisogni primari dell’uomo, una delle attività basilari della sua quotidianità e della propria sopravvivenza. Eppure, è scioccante constatare la pericolosa tendenza degli ultimi decenni, in cui gli esseri umani dei paesi industrializzati hanno disimparato a mangiare in modo corretto, naturale e sano.

Un’alimentazione adeguata è stata per millenni uno degli elementi chiave che hanno permesso all’umanità di evolversi e sopravvivere anche durante i periodi più difficili. Gli uomini sapevano sempre e comunque, in virtù di una specie di istinto, che la natura aveva in serbo qualcosa (una nuova pianta, un nuovo frutto ancora sconosciuto) che poteva garantirne la sopravvivenza. In altre parole, l’uomo era in contatto con la proprie tradizioni, le proprie radici.

Ora, purtroppo, gli esseri umani stanno dimenticando tutto questo. Il regime alimentare della popolazione occidentale e di gran parte di quella mondiale è ormai caratterizzato dalla totale prevalenza di cibi raffinati, costruti in laboratorio, che nulla hanno di naturale e salutare.

La conseguenza è, purtroppo, sotto gli occhi di tutti. Il proliferare di malattie quali la gastrite è sempre più evidente, chiaro segnale che il nostro corpo, in questo caso il nostro stomaco, non riesce più a digerire queste abitudini malsane. Il nostro organismo ci sta inviando un chiaro segnale, una specie di ultimatum. Starà a noi comprenderne la gravità e fare una sorta di retromarcia. Per una volta, fare un passo indietro non sarebbe segno di debolezza, ma di grande forza e soprattutto saggezza, una delle virtù delle quali ci sarebbe un disperato bisogno in tempi come questi.

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