La tassa di soggiorno nei comuni italiani


Il decreto legislativo n. 23
del 14 marzo 2011 ha conferito autorità ad alcuni comuni italiani,
ovvero a
tutti i capoluoghi di provincia, alle unioni di comuni italiani ed ai
comuni catalogati come turistici, di applicare la tassa di soggiorno:
oggi, alle 5 province che subito avevano deciso di aderire e cioè Venezia, Roma,
Firenze, Padova e Vieste, i comuni  italiani che la applicano sono diventati
ben 480. La tassa di soggiorno deve essere pagata, tranne i minori di 16 anni,
da tutte le persone che soggiornano nelle strutture turistiche
di quei
comuni italiani
che possono applicarla, l’ammontare cambia anno per anno
e l’imposta ha anche una prassi di attuazione differente:
infatti può
essere previsto un importo fisso per notte oppure differenziato in base al grado
di catalogazione della struttura ricettiva
, come le stelle per gli hotel ed
i campeggi, le spighe per gli agriturismi e le chiavi per i residence.

 

Riportiamo i costi di alcuni
dei maggiori
comuni italiani e luoghi turistici: in un hotel
fino a 3 stelle a Capri si paga 3 euro a notte,  in un albergo di lusso
si pagano 5 euro, mentre la tassa è di 2 euro in un agriturismo e nei bed and
breakfast; a Sorrento si pagano da 1 a 2 euro in hotel, 1 euro in
agriturismo ed 1,5 euro in residence; a Firenze la tassa varia da 1 a 5
euro a notte negli hotel, da 1 a 3 euro in un agriturismo e da 1 a 2 euro nei
bed and breakfast; a Venezia l’importo in hotel varia tra 1 e 5 euro a
notte, in base alle stelle, mentre nei bed and breakfast si paga un importo
fisso di 3 euro; a Siena la tassa passa da 2 a 5 euro in hotel e 2 euro
nei bed and breakfast e in agriturismo; a Pisa da 1 a 2 euro in albergo e
2 euro nei bed and breakfast e in agriturismo; a Genova l’importo varia
da 1 a 3 euro in albergo, mentre in agriturismo e nei bed and breakfast  si paga
1 euro; a Torino l’importo in albergo va da 1,30 a 5 euro e tra 1,30 e
3,20 euro nei bed and breakfast; a Roma l’importo in hotel fino a 3
stelle è di 2 euro, 3 euro in quelli di lusso, 2 euro nei bed and breakfast e in
agriturismo; a Ragusa invece si paga un importo fisso di 1 euro in tutte
le strutture ricettive senza nessuna differenza.

 

Tra
l’altro molti altri comuni italiani sono in procinto di adottare anch’essi la
tassa di soggiorno
,
quindi il numero delle regioni che non la applicano, che già ora sono solamente
4, Abruzzo, Emilia Romagna, Calabria e Friuli Venezia Giulia, è destinato a
calare ancora.

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