Intervista Glauco Comoretto, fotografo per matrimonio


Una breve intervista a Glauco Comoretto fotografo per matrimonio, per comprendere come si svolge in suo lavoro,

Beh direi di cominciare con una breve presentazione “a braccio”?

mi piace definirmi semplicemente fotografo. Mi occupo prevalentemente di matrimonio ma spazio in molti altri settori: la fotografia pubblicitaria, il reportage industriale, la ritrattistica, il reportage sociale e l’arte.

Puoi dirci qual è il tua attrezzatura tipica quando immortali un matrimonio?

Mi piace muovermi con disinvoltura e avvicinarmi alle persone per vivere le loro emozioni, per questo la maggior parte delle mie fotografie sono scattate con un grandangolo e un “normale” un 50 mm. Faccio anche alcuni scatti da lontano con il medio tele ma preferisco stare vicino.

Qual’è la domanda che ti fanno più spesso come fotografo per matrimoni?

Mi capita spesso che mi chiedano se mi annoio a fare i matrimoni sempre negli stessi luoghi.  In realtà è una domanda che mi sono posto molte volte anche io e mi sono risposto che non sono i luoghi ma le persone i miei soggetti. Nessuna persona è uguale ad un’altra quindi non è possibile annoiarsi fotografando matrimoni.

Qual’è la difficoltà maggiore che incontri nel tuo lavoro?

Che sia tecnica oppure professionale/etica. Trovo difficile, ma allo stesso tempo indispensabile, comprendere la coppia. Ho bisogno di parlare con loro per capire quali sono i loro gusti. Il mio stile fotografico non è “classico” e non è detto che vada bene per tutti. Per capire se sono il fotografo giusto per questa coppia devo passarci del tempo ed essere certo che anche loro abbiano capito che tipo di fotografie gli farò.

Qual’è il tuo tipo di matrimonio / cerimonia ideale?

Non ho un ideale, mi piacciono i matrimoni in cui le persone si divertono molto e dove ci siano molte cose da fotografare. Mi piacciono molto anche le cerimonie all’aperto, soprattutto sulla riva del mare o di un lago.

Qual’è l’episodio più divertente che ricordi nella tua carriera?

è capitato al momento dello scambio delle fedi lo sposo chiedesse alla sposa: le hai tu vero? E lei: no caro, le hai tu! … silenzio, dopo qualche secondo il celebrante disse loro di mandare qualcuno a casa per prendere le fedi e nel frattempo ci avrebbe pensato lui, con il rosario, ad intrattenere gli invitati…

Ed il matrimonio più strano?

In cima al monte Lussari in abiti tradizionali. Un bellissimo matrimonio a tema con un panorama incredibile. Che consiglio daresti alla sposa per il suo giorno più bello?

Oltre al fatto di non preoccuparsi per il meteo, il suo giorno più bello rimarrà bello anche se il tempo fa i capricci, consiglierei di affidarsi ad un wedding planner. Spesso si pensa che sia una figura in più in realtà un wedding planner è come l’olio nel motore… fa sì che tutto scorra.

Ed allo sposo?

Di non aver paura del fotografo, neppure a me piacciono le pose.

Che consiglio daresti invece a quelli che iniziano oggi con questa professione?

Se iniziassi ora questa professione mi interesserei molto di quanto succede fuori dai nostri confini. Non rimarrei chiuso nella mia regione a guardare solo cosa fanno i miei colleghi vicini ma cercherei di capire come si muovo i grandi fotografi internazionali e poi, come del resto ho sempre fatto, mi assocerei all’ Associazione Nazionale Fotografi di Matrimonio (ANFM) che mi ha dato la possibilità di crescere fotograficamente e professionalmente e lo sta facendo tutt’ora.

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