Hackers, chi sono e quanti tipi ne esistono.


L’avvento dei computer ha migliorato la vita delle persone da molti punti di vista, sia sul lavoro che nella vita privata. Tuttavia, con la loro diffusione si è avuta anche la nascita degli hackers, cioè di coloro che, per svariati motivi, “entrano” nei computer o nei siti privati o istituzionali e violano i loro sistemi. Come sanno gli esperti informatici o gli addetti alla realizzazione siti web a Roma o in altre località, in Italia e nel mondo, non esiste purtroppo un sistema sicuro al 100% dall’attacco o dalla violazione di questi soggetti. Comunque, ogni giorno, i professionisti di ElaMedia Group, così come altre società del settore informatico, lavorano non solo per rendere migliori ma anche più sicuri i siti internet. Tuttavia, andiamo a conoscere meglio chi sono gli hackers e quante tipologie ne esistono.

Chi sono

Generalmente questi soggetti sono visti in maniera negativa, come pirati informatici che violano sistemi o computer per carpirne informazioni o dati sensibili su industrie, persone e enti istituzionali, per poi farne diversi usi illegali. Tuttavia, gli hackers non sono altro che esperti informatici, capaci di riuscire ad entrare in sistemi protetti e approfondirne la conoscenza, per poi modificarli per accedervi più facilmente e adattarli ai loro scopi. E questi ultimi possono essere più “etici” o più fraudolenti.

Tra quelli più “etici” vi sono senz’altro i cosiddetti Ethical Hacker e Bio Hacker. I primi tendono a mirare a protocolli internet, software e hardware con lo scopo di migliorare l’accesso, l’uso della rete e dei sistemi da parte di tutti ed evitare “monopoli” di poche grandi aziende del settore. I secondi, invece, mirano alle banche dati del comparto sanitario, al fine di diffondere informazioni scientifiche per migliorare le cure di diverse patologie e ridurre il profitto derivante dall’uso dei brevetti delle grandi industrie del settore.

Esistono anche i Cybers Soldiers, che sono spesso esperti che lavorano per governi o agenzie di spionaggio o militari, e che attaccano sistemi di comando o infrastrutture strategiche civili e non, di altri enti o Paesi. Il tutto con l’obiettivo di danneggiarne appunto i sistemi, sottrarne informazioni o averne una conoscenza più approfondita. Altrettanto pericolosi sono gli “eMugger“, che mirano a software o database privati o pubblici, per raccogliere informazioni aziendali o personali per venderli e commerciarli.

 

Gli Hacktivist invece non sono altro che attivisti digitali, che prendono di mira lobbies, grandi aziende, governi o banche, al fine di carpirne segreti, denunciarne attività illecite, rendere pubblici informazioni utili per la comunità internaizonale. Esistono anche i cosiddetti Sneaker Hacker, informatici esperti che colpiscono software, network, vari sistemi e provider per verificarne il livello di vulnerabilità e sicurezza e migliorarli. Spesso lavorano per le stesse aziende informatiche o fornitrici di servizi in quest’ambito.

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