Dall’impero di Cesare Ragazzi ad oggi: tutto quello da sapere sul trapianto di capelli


Correva l’anno 1968 quando il guru Cesare Ragazzi ha aperto un piccolo laboratorio di ricerca: proprio in questo periodo nasce il metodo dell’infoltimento non chirurgico CNC (Capelli Naturali a Contatto), una risposta efficace al problema della calvizie. Dopo aver vissuto gli anni d’oro nel quadro storico degli anni ’80 e ’90, oggi l’azienda, inglobata da un importante investitore inglese, utilizza tecniche legate all’autotrapianto di capelli, come il F.U.T. (Follicular Unit Transplantation), ovvero, partendo dal prelievo di una striscia di cuoio capelluto asportata dalla regione occipitale, considerata come un’area “donatrice” ideale perché non soggetta alle influenze ormonali che favoriscono la caduta dei capelli. Non esiste un trapianto di capelli universale, in grado di soddisfare ogni esigenza di ogni paziente: la cura e la chirurgia della calvizie sono legate al grado di perdita dei capelli, al tipo di situazione locale dell’area donatrice, alle aspettative del paziente.
Facciamo un passo indietro, ovvero al problema principale che sta a monte, prima di compiere ogni tipo di intervento, che sia invasivo o meno: la calvizia.
Le principali cause di calvizie possono essere molteplici e spesso di pertinenza dermatologica e possono spaziare dall’alopecia areata, al lupus, al lichen, a disturbi endocrini quali quelli tiroidei, a carenza di ferro, diete eccessivamente restrittive, utilizzo prolungato di alcuni farmaci, febbri alte, stress ed altre ancora, per una difficoltosa diagnosi clinica.
L’autotrapianto di capelli o trapianto di capelli viene effettuato per calvizie di natura androgenetica, sia nell’uomo, sia nella donna, mentre nei casi di calvizie post traumatiche (dovute a cicatrici,ustioni o esiti di interventi o terapie che hanno coinvolto il cuoio capelluto quali ad esempio quelli neurochirurgici), si ricorre ai cosiddetti interventi di espansione del cuoio capelluto. In questo ultimo caso, l’autotrapianto viene limitato a casi, talvolta, si avvale della chirurgia di completamento o di rifinitura, qualora fosse necessaria dopo l’espansione del cuoio capelluto.
L’intervento di autotrapianto non fa riferimento a limiti di età, ma si basa sul grado ed all’entità del diradamento della calvizie: è possibile, dunque, trovare pazienti molto giovani operabili ed altri, invece, in età avanzata ed impossibili da operare.
Il chirurgo che effettua l’autotrapianto di capelli deve esprimersi chiaramente con il paziente, fin dal primo colloquio: ossia, deve esporre un programma dettagliato su come sarà il capello del paziente non solo tra qualche anno ma anche tra qualche decennio, tutto ciò allo scopo di effettuare un intervento di trapianto di capelli che risulti esteticamente valido sia per il presente, sia per il futuro.

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