Brindisi, due cittadini italiani fermati per rapina stile Arancia Meccanica


Brindisi – (Adnkronos) – In manette un uomo di 43 anni, e uno di 44, ritenuti responsabili del raid ai danni dei coniugi Scialpi, 69 e 64 anni, brutalmente aggrediti alla fine dell’aprile scorso, mentre facevano ritorno a casa e sequestrati e massacrati all’interno della loro villa

 

Anche grazie al profilo polimorfico del Dna rilevato sugli oggetti lasciati in un’automobile abbandonata dopo il raid, e’ stato possibile identificare e fermare due dei presunti autori della cruenta rapina, in stile ‘Arancia Meccanica’, avvenuta lo scorso 29 aprile in una villa a Brindisi ai danni dei coniugi Scialpi. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo della citta’ pugliese hanno sottoposto a fermo di pubblico ministero un uomo di 43 anni, e uno di 44, ritenuti responsabili di concorso in rapina, ricettazione, lesioni personali e detenzione e porto di armi clandestine.

 

Il provvedimento e’ stato emesso dalla Procura della Repubblica di Brindisi e firmato dal pm Marco D’Agostino. Marito e moglie, 69 e 64 anni, furono aggrediti mentre facevano ritorno a casa e sequestrati all’interno del recinto della loro villa, sulla statale 16 Brindisi-Tuturano. Quattro i rapinatori, mascherati e armati di pistole, che all’inizio si qualificarono come appartenenti alla Guardia di Finanza. La coppia, Cosimo Scialpi e Caterina De Maria, venne picchiata con calci e pugni. Alla donna i banditi provocarono traumi alla faccia e al torace. Poi attorno al collo del marito strinsero un tubo di ottone, determinando, a causa dei colpi subiti, la perdita di una gamba artificiale. Quindi esplosero a scopo intimidatorio un colpo di arma da fuoco verso la donna che cadde per terra.

 

 

I malviventi, davvero senza scrupoli, ordinarono all’uomo di consegnare loro la somma di 200.000 euro, poi ridotta a 20.000, che pero’ la vittima non possedeva. Successivamente Scialpi riusci’ a recuperare la somma di 500 euro dal consuocero. Evidentemente insoddisfatti del bottino, ricominciarono a usare violenza contro Scialpi e lo portarono all’interno della sua auto, una Opel Astra, dove esplosero al suo indirizzo un colpo di arma da fuoco con cui lo raggiunsero alle gambe. Quindi lo trascinarono per terra colpendolo con altri calci.

 

 

Dopo l’inaudita ed ingiustificata violenza, si impossessarono della somma di 500 euro e fuggirono a bordo di una Volvo XC 60, oggetto di furto (sia l’auto, sia la targa, anch’essa oggetto di furto nella stessa occasione, appartenuta in origine ad una Land Rover Free Lander), denunciato il 20 dicembre 2011. Scialpi riporto’ un’emorragia cerebrale post traumatica con prognosi di 47 giorni. Poco dopo, una pattuglia della Compagnia di Brindisi intercetto’ l’auto dei malviventi con la quale ingaggio’ un inseguimento terminato con la collisione dell’auto dei rapinatori contro un muro.

 

 

A quel punto gli occupanti, verosimilmente quattro persone, abbandonarono la vettura e scapparono per le campagne circostanti facendo perdere le loro tracce. All’interno del mezzo furono trovati una pistola revolver calibro 38, una pistola semiautomatica calibro 7,65 ed una pistola semiautomatica calibro 40, tutte con munizioni e con matricola abrasa, e repertati oggetti appartenenti ai rapinatori e alle vittime (dei passamontagna ed un marsupio) che analizzati scientificamente hanno permesso di evidenziare la completa compatibilita’ genetica con quello dei soggetti sottoposti al fermo.

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