Black Hat SEO: tecniche e rischi


Con il termine Black Hat SEO si intendono le attività che consentono di ottenere vantaggi di posizionamento sui motori di ricerca, sfruttando le peculiarità degli algoritmi utilizzati da questi ultimi, a discapito della cosiddetta White Hat SEO.

Lo scopo dei motori di ricerca è quello di fornire, all’utente che esegue una certa ricerca, i migliori risultati in termini di pertinenza e di intento di ricerca.

Conoscendo le regole di funzionamento, tramite la Black Hat SEO è dunque possibile tentare di ingannare i motori di ricerca creando dei contenuti studiati a tavolino che non sono fatti per l’utente finale, ma solo per ottenere il miglior ranking di un sito internet.

Ognuno di noi è una luna: ha un lato oscuro che non mostra mai a nessun altro. (Mark Twain)

La White Hat SEO persegue invece l’obiettivo del posizionamento Google attraverso:

  • l’implementazione delle linee guida ufficiali di Google
  • la creazione di contenuti originali e di qualità
  • l’ottimizzazione on page
  • l’utilizzo di dati strutturati

Un esempio di Black Hat SEO

Tutti sappiamo che i motori di ricerca leggono e scandiscono i contenuti di un sito internet cercando di capire l’argomento di cui tratta la pagina e la presenza di eventuali keyword.

Se le parole chiave sono inserite nel contenuto in maniera naturale, senza forzature e in quantità ragionevole stiamo parlando senza di dubbio di una ottimizzazione SEO on page che fa parte nelle tecniche White Hat.

Ma se invece forziamo l’utilizzo ripetuto delle parole chiave in quantità esagerata (la cosiddetta keyword stuffing), oppure forziamo la presenza di keyword non leggibili dall’utente (ad esempio utilizzando del testo in colore bianco su sfondo bianco) allora stiamo utilizzando una o più tecniche di SEO Black Hat.

Black Hat contro White Hat

Black Hat significa testualmente “cappello nero”, ed è una metafora utilizzata in ambito informatico per identificare gli hacker che sfruttano le loro conoscenze tecniche per commettere reati o per ottenere vantaggi economici.

I Black Hat si contrappongono ai White Hat (“cappello bianco”), che sono hacker il cui fine è quello di studiare ed identificare falle nei sistemi informatici per correggerle e per rendere più sicure le applicazioni o i siti web.

La metafora dei cappelli deriva dal mondo dei film western, dove il cappello nero era indossato dai cattivi, mentre il cappello bianco era tipicamente utilizzato dai buoni.

In tempi più recenti, la stessa terminologia è stata associata anche a chi si occupa di Search Engine Optimization.

Pietro Biase

Sono appassionato di tecnologia ed attualmente mi occupo di web marketing e social media.

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