Come aprire una società offshore


Una società offshore è un’impresa registrata all’estero, in Paesi solitamente detti “paradisi fiscali”, dal momento che offrono un sistema fiscale molto vantaggioso, pressoché inesistente, per la gestione dell’azienda. In particolare colui che viene nominato “fondatore” non deve risiedere nel Paese in cui la società esercita la propria attività, altrimenti quest’ultima verrà sottoposta ad un sistema di tassazione proprio delle società “residenti”.
Creare una società offshore non è difficile, specialmente se si richiede il supporto di team competenti in materia
E’ importante per prima cosa valutare la condizione della giurisdizione scelta come luogo di registrazione dell’impresa: è fondamentale che goda di una condizione economico-politica stabile, che offra mezzi per la comunicazione nazionale e internazionale affidabili e che nutra di una buona reputazione in ambito finanziario, poiché i pregiudizi delle autorità competenti in merito a questa tipologia di gestione d’impresa non sono sempre positivi.

Per creare una società offshore ci si deve rivolgere inizialmente a consulenti fiscali che aiuteranno il cliente a trovare la struttura più adatta al tipo di attività che si andrà a svolgere: dalla consulenza all’ E-business, quotazioni in borsa o detenzione di brevetti, proprietà intellettuali o beni immobili.
Generalmente è consigliata la creazione di una società a responsabilità limitata (Srl) la quale, essendo soggetta alla contabilità generale necessita della figura del commercialista. Entro l’anno dall’apertura dell’impresa si deve redarre il bilancio degli utili, a questi guadagni è imposto un sistema di tassazione che varia da una giurisdizione all’altra. I paradisi fiscali più rinomati sono In Serbia per esempio si ha generalmente una tassazione del 10% sugli utili; tuttavia quest’imposta varia in funzione degli investimenti effettuati dalla società offshore e dal numero di dipendenti. Per agevolare le grandi imprese è prevista un’esenzione totale dal pagamento delle tasse fino ad un massimo di 10 anni, qualora il numero di dipendenti superi le 50 unità.
Una volta pagata la prima tassazione se ne ha una seconda, attribuita al reddito di ciascun dipendente; infatti in genere gli utili dichiarati nel primo bilancio vengono divisi fra i soci (è possibile però la creazione di una srl uninominale) e tassati separatamente.

Quando il fondatore ha pagato la tassazione del Paese su cui è registrata la società è esentato dal pagare qualsiasi altra tassazione sull’attività. Se il fondatore è residente in Italia, lo Stato Italiano non può richiedere ulteriori tassazioni.
Una volta pagate le tasse alla giurisdizione di appartenenza, il denaro utile, che costituisce i reddito, può essere trasferito da un Paese all’altro, anche in Italia.
E’ fortemente consigliato specificare la ragione sociale della propria attività, ne verrà valutata la disponibilità presso il registro delle imprese della giurisdizione scelta.
Per concludere, creare una società offshore può essere un vantaggio viste le pesanti tassazioni a cui sono sottoposte le aziende italiane, ma può rivelarsi un pericolo nel momento in cui le procedure richieste non vengano rispettate a dovere.

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